Pubblicato da: Mimì | 14 dicembre 2009

I sensi del Natale

Ripenso ai Natali della mia infanzia…la mattina cominciava con la curiosita’ di sapere se Babbo Natale era passato o meno, lo capivo in base alla presenza/assenza (ma non si e’ mai rivelata assenza) di un bacio perugina dentro la ciabatta…ricordo che inserivo piano piano il piede nelle ciabatte fino a sentire quel qualcosa di anormale che mi dava la gioia della giornata! Capito di non esser stata dimenticata correvo a svegliare mamma e papa’, all’urlo di un “E’ arrivato Babbo Nataleeeeee” e cosi’ assieme scartavamo i regali che c’eran sotto l’albero…loro a volte tornavano a dormire, mentre io vegliata dalle luci dell’albero iniziavo a provare i nuovi giochi… Poi c’era la telefonata di rito ai nonni (sperando sempre di buttar giu’ dal letto lo zio e il cugino) per sapere se anche li’ Babbo Natale era passato o meno e soprattutto se per caso aveva lasciato qualche altro regalo per me (che poi, perche’ doveva seminarli in giro per 3 case diverse non lo capivo mai!)…poi chiamavamo la nonna stefania e anche li’ ovviamente nessuno si era dimenticato della mimi’… Poi arrivava il momento del pranzo: papa’ andava a prendere la sua mamma e poi tutti andavamo dai nonni (dove c’era la stessa sorpresa del bacio nella ciabatta). Eravamo in 8 e per l’occasione si apriva il tavolo. Io, la mamma, il papa’, i nonni, la nonna stefania, lo zio e ad anni alterni il cugino (per quanto ricordi solo gli anni di sua presenza…). Restavamo li’ tutta la giornata, cena compresa, e si giocava sempre a tombola. A cena mangiavamo i tortellini in brodo e le tartine che la nonnina preparava con amore. Poi si tornava a casa e andavo a letto con la voglia di aspettare il prossimo Natale.

Poi con gli anni ho cominciato a capire come mai Babbo Natale lasciava un regalo per me in ogni casa e non tutti a casa mia…e la vera magia del Natale ha iniziato a diminuire, lasciando comunque posto alla gratitudine verso le persone con cui passavo la giornata e che mi facevano i regali. Il Natale era il giorno dell’anno in cui restavo piu’ tempo assieme ai miei cari, era giorno di calore e di scambio…

Il primo ad andarsene e’ stato il nonno. L’ultima volta che si e’ seduto a tavola per mangiare e’ stato proprio al suo ultimo Natale perche’ l’aveva promesso alla sua piccola principessa. Non ricordo il primo Natale senza di lui, ma pian piano la tradizione del natale a casa della nonnina si e’ trasformata in tradizione del Natale a casa nostra, con la scelta del menu tra mamma e me e i lunghissimi preparativi. Io che davo sfogo alla mia fantasia con segnaposto a tavola o con decorazioni dei piatti…

Poi e’ stata la volta della nonna Stefania, il suo ultimo Natale l’abbiamo passato anche con la zia Seka e una delle due cugine croate, che erano qui per l’occasione.

Poi due anni fa c’e’ stato l’ultimo della nonnina. Forse il Natale piu’ significativo che abbia vissuto, il piu’ bello…il giorno prima era rientrata da 10 giorni di ospedale e aveva la forza di volersi riprendere e passare un bel Natale con noi. In quei giorni lei abitava in camera mia ed io in quella che non sarebbe piu’ diventata casa sua. All’inizio mangiava a letto e io a volte mangiavo in camera con lei, per farle compagnia. Poi pian piano si e’ rialzata e ha combattuto con la forza di un leone. Eppure nonostante la forza che aveva e’ stato l’ultimo.

L’anno scorso pero’ avevo una nuova persona a colmare quella sedia vuota in piu’…ed era Simone. Avevo la gioia di poterlo portare in famiglia il giorno piu’ felice dell’anno, quello che per me ha sempre significato unione e calore familiare.

Questo sara’ il primo Natale in cui a tavola ci siederemo quasi dimezzati, solo io, mamma, papa’ e lo zio e il cugino. E cio’ che si siedera’ alle sedie lasciate libere col tempo, non sara’ un nuovo amore, non sara’ un parente lontano, ma una nuova vita e un nuovo senso di famiglia che si sta facendo spazio in me.

Annunci
Pubblicato da: Mimì | 11 dicembre 2009

A une passante

La rue assourdissante autour de moi hurlait.
Longue, mince, en grand deuil, douleur majestueuse,
Une femme passa, d’une main fastueuse
Soulevant, balançant le feston et l’ourlet;
Agile et noble, avec sa jambe de statue.
Moi, je buvais, crispé comme un extravagant,
Dans son œil, ciel livide où germe l’ouragan,
La douceur qui fascine et le plaisir qui tue.

Un éclair… puis la nuit! – Fugitive beauté
Dont le regard m’a fait soudainement renaître,
Ne te verrai-je plus que dans l’éternité?
Ailleurs, bien loin d’ici! trop tard! jamais peut-être!
Car j’ignore où tu fuis, tu ne sais où je vais,
O toi que j’eusse aimée, ô toi qui le savais!

(C. Baudelaire)

Questa è una delle mie poesie preferite, forse LA mia poesia preferita. Ricordo ancora la spiegazione della prof di francese in quarta/quinta superiore. Non mi metterò a spiegarla, provo solo a darne una traduzione, ma ritengo che la beltà di una poesia sia leggerla in lingua originale…spero riusciate comunque a carpirne la vera essenza…

La via assordante intorno a me urlava.
Alta, snella, vestita a lutto, dolore maestoso,
una donna passò, con una mano sfarzosa
sollevando, facendo oscillare lo smerlo e l’orlo;
agile e nobile, con la sua gamba di statua.
Io bevevo, teso come uno stravagante,
dal suo occhio, cielo livido dove nasce l’uragano,
la dolcezza che affascina e il piacere che uccide.
Un lampo…poi la notte! – Fuggitiva bellezza
di cui lo sguardo m’ha fatto immediatamente rinascere,
non ti vedrò più che nell’eternità?
Altrove, molto lontano da qui! troppo tardi! mai, forse!
Perché io ignoro dove tu fuggi, tu non sai dove io vado,
oh tu che io avrei amato, oh tu che lo sapevi!
Pubblicato da: Mimì | 10 dicembre 2009

GRAZIE

Nella mia vita non sono mai stata accompagnata verso la religione, non mi sono mai avvicinata al baratro tanto da sentire il bisogno di un Dio in cui credere. Probabilmente anche perchè non c’è nella mia testa l’idea di un Dio.

Credo di potermi definire un’agnostica atea, non so se Dio esista o meno, ma nel dubbio non credo.

Oggi però ho voluto per la prima volta parlare a quel Dio che non so se esista. E non per l’opportunismo di ricevere una qualche forma di aiuto, nè per trovare conforto. Non so se Dio esista o meno, ma oggi ho voglia di dirgli Grazie. Non so se un Dio ci sia nè so, in caso affermativo, di che tipo sia…un Dio creatore o un Dio destino o un Dio che si cela in ogni essere vivente…ma nel caso dovesse esistere voglio ringraziarlo per aver creato o per avermi dato questa vita esattamente così com’è o per meravigliarmi giorno dopo giorno delle persone che incontro.
Grazie perchè non vedo l’ora di assaporare ogni secondo futuro della mia vita e di ricordare quelli passati, grazie perchè ogni esperienza per quanto dolorosa mi è servita e servirà a diventare colei che sono e sarò, grazie perchè è una continua sfida, grazie perchè voglio dire ora, adesso:

GRAZIE

a me stessa che mai abbandono la forza (ok, quasi mai…), agli amici che mi stanno vicino in quest’ultimo periodo delicato, ai genitori che sempre mi sostengono, ai miei due relatori di tesi perchè il mio futuro sarà così anche grazie a loro, a chi mi disse un giorno che il mio sogno non era irrealizzabile, a chi ha creduto nelle mie capacità più di quanto io stessa abbia fatto, a chi mi ha lasciata libera di proseguire la mia strada.

Pubblicato da: Mimì | 8 dicembre 2009

Il mio nuovo passato

Rileggo un vecchio blog, su cui non scrivo da quasi due anni. Per pigrizia non ho quasi mai portato a termine nulla nella mia vita. Ho tante cose iniziate e poi lasciate nel limbo del “dimenticatoio”. Ho tanti blog interrotti sparsi per la rete, ho un diario abbandonato da mesi. Ho una prima pagina di un romanzo salvata tra i documenti del computer e qualche idea per la storia, ma non ci penso da troppo. Ho un camice che aspetta d’esser disegnato e dipinto, una borsetta all’uncinetto d’esser terminata. Per non parlare dei libri iniziati e mai terminati.

Quindi, qui lo dico e non lo nego: per il nuovo anno scegliero’ una cosa non terminata nella mia vita e la portero’ a termine! (probabilmente questa cosa sara’ La ricerca del tempo perduto del mio amico Marcel Proust, la sfida dell’anno 2010, ma ho ancora una ventina di giorni di tempo per cambiare idea…)

E intanto in un mio blog abbandonato ho scoperto una poesia, l’ho letta e mi e’ parso di non conoscerla…ho cercato di pensare di chi potesse essere, di riconoscere qualche stile particolare, qualche spiegazione scolastica…ed ecco che si fa luce una risposta: l’autore sono IO!

SPETTRI DELL’ANIMA

Entrano silenti, rimpianti del presente
amnesie del passato o
chimere del futuro, nella nostra mente
e ci accompagnano ovunque impercettibili.
Fulmineamente appaiono e,
sussurrando,
turbano l’illusoria quiete.
Taciono.
Ripetutamente riaffiorano
ancora e s’eclissano.
Poi inavvertitamente, come il niveo petalo
abbandona il giglio e fiocca a terra,
si dileguano.
Pubblicato da: Mimì | 7 dicembre 2009

La mia strada

Eccomi di nuovo qui. E’ un mese che non scrivevo, ho dovuto prendermi il tempo per ritrovare il mio equilibrio, in una citta’ nuova ma non troppo, e sola, come una volta ma non troppo tempo fa.

Ora sto davvero rinascendo e lo sto facendo per me stessa e con me stessa. Forse per la prima volta nella mia vita mi sento davvero viva come avrei sempre voluto, sto assecondando finalmente la mia esuberanza, la mia curiosita’, la mia apertura al mondo.

Ieri sera ho passato una delle serate piu’ belle: Hide Out per una birra con due amici e li’ la magia degli incontri! I nostri vicini di tavolo erano un italofrancese e un tedesco…e abbiamo iniziato a chiacchierare con loro come amici di vecchia data. Ad un certo punto volevamo fare una foto tutti assieme e cosi’ abbiam chiesto a 2 ragazze se ce la facevano…e alla fine si sono aggiunte anche loro alla tavolata!! Una favola di serata, un’atmosfera magica.

E ricomincio ad ascoltare i Modena, quasi come se ricominciassi ad essere la Mimì di un tempo, la cui sete di avventura mai si placa…le canzoni di viaggi, persone e terre incontrate sul cammino e poi abbandonate ma che lasciano comunque un segno nella nostra vita…e se io penso a tutti i segni che sto accumulando qui, ai volti che mi entrano in mente anche solo per una sera ma magari lasciano un ricordo piu’ bello di quelli che vivi per giorni e mesi…mi sento finalmente la protagonista delle canzoni dei modena, sento che finalmente ne sono io l’essenza e non sono solo le belle parole che un tempo mi affascinavano…finalmente mi sento protagonista di quel mondo di scambio e avventura che ho sempre e solo sognato da lontano…

Un tempo la mia esuberanza sognava questo genere di vita, fatta di incontri, scambio, multietnicita’, viaggio fisico e interiore…ma non avevo i mezzi per realizzarlo, poi mi sono momentaneamente calmata, ma ora mi sono svegliata dal sogno, piu’ matura e responsabile, ma sempre con l’esuberanza di un tempo!

E come dice una delle mie canzoni preferite dei Modena:

Di tutti i poeti e i pazzi
che abbiamo incontrato per strada
ho tenuto una faccia o un nome
una lacrima o qualche risata
abbiamo bevuto a Galway
fatto tardi nei bar di Lisbona
riscoperto le storie d’Italia
sulle note di qualche canzone.

Abbiamo girato insieme
e ascoltato le voci dei matti
incontrato la gente più strana
e imbarcato compagni di viaggio
qualcuno è rimasto
qualcuno è andato e non s’è più sentito
un giorno anche tu hai deciso
un abbraccio e poi sei partito.

Di tutti i paesi e le piazze
dove abbiamo fermato il furgone
abbiamo perso un minuto ad ascoltare
un partigiano o qualche ubriacone
le strane storie dei vecchi al bar
e dei bambini col tè del deserto
sono state lezioni di vita
che ho imparato e ancora conservo.

Non sto piangendo sui tempi andati
o sul passato e le solite storie
perché è stupido fare casino
su un ricordo o su qualche canzone
non voltarti ti prego
nessun rimpianto per quello che è stato
che le stelle ti guidino sempre
e la strada ti porti lontano
Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.

(La strada, MCR)

Pubblicato da: Mimì | 8 novembre 2009

Naufragio

Non avrei mai voluto smontare da quella macchina e richiudere la portiera. Speravo che il tempo si fermasse e rimanessimo incastrati lì per sempre, un’eternità insieme, con i nostri cuori infranti, ma vicini per sempre in quella macchina.  Avrei voluto rinviare all’infinito il momento dell’addio.

Invece sono scesa e ho chiuso quella porta.

Ora non resta nulla, se non le lacrime e un dolore lancinante che non riesco a diminuire.

Ho una nuova vita, lontano da qui, dove poter ricominciare…ma prima ciò che mi mandava avanti era l’aspettare che il tempo passasse il più veloce possibile, era l’attesa di una telefonata o di un messaggio, era il poter sentire la sua voce o vedere il suo volto, era poter contare sulla sua presenza.

Ora non resta nulla, se non una tesi su cui lavorare e la voglia di seppellirmi nel mare per non riaffiorare più.

Pubblicato da: Mimì | 16 ottobre 2009

Malati immaginari?

Già nel 1673 Moliere accennò all’ipocondria francese…e a me non resta che confermarla! La prima cosa che uno straniero nota di Parigi è la densità di farmacie presenti in città…ad ogni angolo ce n’è una, di certo non c’è scarsità di medicinali…

Poi ora sono esageratamente maniacali con la grippe (l’influenza), specie se A…ovunque ci sono manifesti che insegnano norme per evitare la trasmissione del virus… tossire o sternutire in un fazzoletto di carta o sulla manica, lavarsi spesso le mani…insomma cose che per noi, o per lo meno per me, sono banalmente ovvie… Ieri in ufficio ci hanno portato una confezione di soluzione idroalcoolica per disinfettarsi le mani…qualcuno l’ha per caso usata? (io, mi risparmio di dover andare a lavar le mani in bagno…)

Insomma, forse cadrò nel luogo comune…ma davvero mi sembra che questi francesi siano zozzoni e manchino di senso di vita pratica…

Tuttavia si può spezzare una lancia a favore della loro ipocondria: è davvero impossibile restar sani in questa città! Si passa dal patire il freddo del vento del nord durante una passeggiata in città al caldo della sauna finlandese che i mezzi pubblici offono agli utenti! Di una cosa son certa, una volta tornata in Italia il mio corpo sarà ben temprato dal clima parigino che non conoscerà più raffreddamenti!

Pubblicato da: Mimì | 12 ottobre 2009

Viaggi e pensieri

Immaginate un viaggio lontano da casa: di piacere, di lavoro, una vacanza finalmente realizzata dopo tanto tempo, un ritrovo con amici o parenti lontani, in un luogo interamente da scoprire o già visitato. Concentratevi sulla partenza: si pensa a come sarà il viaggio, a chi si ritroverà o conoscerà, a posti sconosciuti da scartare come cioccolatini, o a quelli conosciuti che vorremmo rivedere. Il viaggio comincia proprio da lì: dal flusso di pensieri a riguardo che ci attraversano la mente.

Io ancora una volta mi ritrovo ad aspettare l’imbarco, ormai sapendo cosa mi aspetta dopo il viaggio e senza aver troppa voglia di tornare in quella che ormai è la mia casa, se per casa s’intende il luogo in cui si vive di più. e ancora una volta mi ritrovo a sperare che il tempo voli più veloce possibile. Ma a differenza del mese passato, questa volta cercherò io in tutti i modi di trovare una clessidra magica che mi permetta di modificare il tempo a mio piacimento, riuscendo infine a superare questi 25 giorni che mi separano dal mio prossimo rientro a casa, quella che per me è l’unica possibile, dove ho i miei riferimenti e i miei affetti. Non conosco le sembianze di tale clessidra, nè come raggiungerla, ma so che si trova dentro di me e finchè non la troverò non mi arrenderò alle ricerche.

Questo è l’inizio del mio nuovo viaggio…

Pubblicato da: Mimì | 3 ottobre 2009

A corte per un giorno

DSCN2381Dopo anni ed anni di odio verso le visite ai castelli reali mi sono convinta ed oggi con molta calma ho fatto la mia prima gita fuori porta…destinazione: Chateau de Versailles! Fortunatamente (visto che stamattina non ho voluto puntare alcuna sveglia…) non è troppo distante da dove vivo io, beccando le coincidenze giuste in mezz’ora ci si arriva!

Primo consiglio: per i giovani sotto i 26 anni della Comunità europea anche il castello (come tutti i musei parigini) è gratuito…ma se nei musei si fa la fila per ottenere il biglietto, quì basta presentarsi all’ingresso con un documento di identità…quindi potete pure evitare di farvi la coda lunghissima che c’è per prendere i biglietti (io ovviamente a 10 minuti dai biglietti ho scoperto che potevo evitarmi la mezz’ora di coda che già avevo fatto…)

Secondo consiglio: evitate di essere pigri come la sottoscritta e cercate di arrivare per le 10…così avrete tempo di visitare anche il Trianon a cui si arriva dal giardino (anche questo residenza del re e soprattutto di Maria Antonietta).

PICT0055Terzo consiglio: cercate di venire a Parigi in vacanza tra aprile e ottobre. Solo nei week end tra tali mesi infatti nei giardini c’è musica d’epoca e le fontane ad alcune ore vengono accese: spettacolo assicurato!!

Diciamo che l’unica cosa che oggi mancava per sentirsi realmente una cortigiana era vedere la gente attorno vestita con abiti reali!

L’unica pecca? Troppa, troppa, troppa, decisamente troppa gente! Difficile scattare foto senza comparse…uff…

Pubblicato da: Mimì | 2 ottobre 2009

Saint-Étienne-du-Mont

DSCN2278In uno dei miei tanti giri tardo pomeridiani mi sono imbattuta in una bellissima chiesetta… Probabilmente in molti la ignorano perchè è ben nascosta dalla struttura massiccia del Pantheon, ma per i fortunati osservatori che riescono a scorgerla si rivela essere una piacevole sorpresa.

Vi rimando alla wiki per avere qualche informazione in più!!DSCN2282

« Newer Posts - Older Posts »

Categorie